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Il Cap del Bicentenario di Kirby (ma poteva essere migliore)

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Cap Kirby

Il Cap del Bicentenario di Kirby (ma poteva essere migliore)
Articolo a cura di GINO LITTA


Nel 1976 la Marvel festeggia il bicentenario degli Stati Uniti con il Marvel Treasury Special “Le battaglie del bicentenario”, una lunga storia di Capitan America volume in formato gigante scritta disegnata e diretta da Jack Kirby.

Gli ingredienti per un grande albo ci sarebbero tutti, ma il giudizio questa volta non può essere del tutto positivo…

Quando Kirby torna alla Marvel dopo le cocenti delusioni dell’esperienza quinquennale alla DC Comics prende in mano le redini della serie di Capitan America oltre a varie altre testate.
Il King ignora totalmente il grande lavoro svolto da Steve Englehart con il personaggio durante i suoi anni di esilio e trasforma la testata in un tripudio grafico tutta azione, ma senza la minima introspezione. Il suo Cap è freddo, deciso e patriottico e in questo speciale tutti i problemi di scrittura sempre evidenziati da Kirby nelle sue opere si notano in maniera particolare.

L’idea di base dell’albo è entusiasmante; Cap farà un viaggio nel tempo al centro degli episodi chiave che hanno forgiato la cultura americana!
La sceneggiatura purtroppo è frettolosa… come al solito le idee di Kirby sono esplosive ma senza uno sceneggiatore o almeno un supervisore ad incanalarle si perdono e si sovrappongono senza il giusto approfondimento. I viaggi nel passato e nel futuro degli States sono appena abbozzati, troppo rapidi e convulsi e non riescono a coinvolgere appieno il lettore perché appena si inizia a contestualizzare l’avvenimento già la scena cambia improvvisamente per trasportarci al successivo.
Cap avrà a che fare con Hitler, Geronimo, Franklin, John Brown, la bomba atomica e l’incendio di Chicago fino ad arrivare sulla luna e alla bellissima doppia tavola finale in cui, circondato dai bambini, capisce che cosa è davvero lo spirito americano che ha forgiato la nazione.

La doppia tavola finale dell’albo

Anche dal punto di vista grafico il volume delude leggermente le aspettative.
A parte le prime pagine in cui Barry Smith rifinisce in modo molto interessante le matite di Kirby, la maggior parte delle tavole sono purtroppo inchiostrate da Herb Trimpe, non certo il migliore degli inchiostratori, e il risultato finale è più grossolano del solito.
Spiccano le pin up finali inchiostrate da John Romita, ma in generale ci saremmo aspettati tavole molto più spettacolari anche grazie al formato gigante in cui l’arte del King poteva risaltare maggiormente.

Kirby inchiostrato da BWS

Kirby inchiostrato da BWS

Kirby inchiostrato da Trimpe

Kirby inchiostrato da Trimpe

Cap Kirby inchiostrato da Romita

Kirby inchiostrato da Romita

Cap Kirby inchiostrato da Romita

Kirby inchiostrato da Romita

Un bicentenario non del tutto soddisfacente quindi, un po’ come tutta la seconda esperienza di Kirby alla Marvel.

Ecco le matite della cover originale dell’albo a confronto con quella pubblicata negli States.
La Corno su Capitan America 123 pubblicò la cover non ritoccata.

Cap Kirby

Cap Kirby

Gino Litta

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